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ZIBALDONE
dalla
Redazione
Aroldo è vivo
Nel mese di ottobre, il sessantenne
di Torviscosa (UD) Aroldo Prosperi
che guidava l'azienda agricola
Torvis, è stato freddato da due colpi di fucile sparati
a distanza ravvicinata da bracconieri. Egli era solito
segnarsi i numeri di targa di chi sorprendeva sui suoi
poderi, portando avanti solingo una battaglia contro il
bracconaggio fattasi per lui un chiodo fisso, una vera
ossessione. "Sono Prosperi. Nella riserva della Torvis
ci sono dei bracconieri" sono state le sue ultime parole.
Poi gli assassini gli hanno trapassato la guancia sinistra
e squarciato il collo. Sul fatto, “Il Gazzettino” in data
4 novembre, ha pubblicato una lettera commovente di un
lettore di Torviscosa. Non vogliamo entrare in polemica
favorendo la solita diatriba tra il significato che la
legge e i vocabolari danno ai cacciatori e, al contrario,
ai bracconieri (perché il limes è sottile, e così i rischi
di sconfinamento). Osserviamo soltanto, una volta di più,
che chi ama le armi in quanto strumento di offesa, ama
un arnese che porta soltanto a morte, rovina e desolazione.
Uno strumento da condannare moralmente sempre e comunque,
anche se la Legge (umana, beninteso) lo consente. Perciò
diciamo: “Grazie, Aroldo! Tu sarai sempre vivo! Già morti
sono invece i tuoi assassini, ancor prima d'arrivare al
loro ultimo, squallidissimo, giorno terreno!”.
LA COMMISSIONE UE PROCESSA
L'ITALIA
La Commissione Europea, con atto dell'8 novembre scorso,
ha deciso di iniziare una formale procedura d'infrazione
nei confronti della Repubblica Italiana per aver consentito
la caccia di tre specie di piccoli uccelli (passero, passera
mattugia e storno) protetti dalla direttiva n. 79/409/CEE
"wild birds". Sin dal 1999, infatti, la LAV aveva presentato
diversi ricorsi contro i calendari venatori delle regioni
Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Marche, che
consentivano la caccia "in deroga" a tali specie di uccelli
protetti dall'Unione Europea. Il dirigente della Direzione
ambiente della Commissione europea, Georges Kremlis, ne
ha dato ufficiale comunicazione alla LAV sottolineando
che "La Commissione europea ha rilevato che la normativa
italiana, sia statale che regionale, relativa alle deroghe
al regime di protezione degli uccelli selvatici è, sotto
alcuni aspetti, non conforme alla disciplina prevista
dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE. Di conseguenza
essa è anche non correttamente applicata. (...) La Commissione
ha iniziato una procedura di infrazione contro l'Italia".
Ennio Bonfanti, responsabile settore Fauna della LAV,
dichiara: "A causa della politica filovenatoria delle
regioni che per nefaste scelte federaliste hanno pieni
poteri sulla caccia, il nostro Paese aveva già accumulato
ben quattro condanne dalla Corte di Giustizia europea:
una volta nel 1987, due volte nel 1991, e l'ultima volta
il 17 maggio scorso. La liberalizzazione selvaggia della
caccia operata in varie regioni attraverso calendari venatori,
leggine e decreti di forsennata estensione della caccia,
dei periodi venatori, delle zone, delle modalità e delle
specie cacciabili, ha trasformato l'Italia nella terra
dei massacri degli uccelli migratori europei. Nel 1998,
solo in Toscana, sono stati sterminati "per sport" almeno
130mila passerotti". "Chiediamo al Presidente del Consiglio,
on. Silvio Berlusconi, di commissionare le regioni italiane
che hanno attuato una tale politica estremista a difesa
degli interessi venatori, da trascinare l'Italia verso
l'ennesima condanna europea", aggiunge Bonfanti, che così
conclude: "Inoltre, chiediamo l'immediato ritiro del suo
disegno di legge n. 628 presentato assieme ai ministri
La Loggia, Alemanno, Buttiglione, Matteoli e Bossi, attualmente
all'esame della Commissione Ambiente del Senato, che ripropone
la stessa caccia in deroga a specie protette oggi censurata
dagli organi comunitari! Il Ddl, inoltre, aumenta pericolosamente
i poteri sulla caccia in capo alle regioni, che ormai
fanno più danni (con la loro politica estremista filocaccia)
dei fucili automatici degli 800mila cacciatori italiani.
Dietro il federalismo si maschera la volontà di demolire
le normative statali e comunitarie sulla tutela della
fauna per legalizzare il massacro di 100milioni di animali".
Contro questo Disegno di Legge, mercoledì 28 novembre,
a Roma, LAC e LAV hanno lanciato una campagna internazionale
ed italiana di protesta e hanno presentato un sondaggio
d'opinione commissionato alla PEOPLE-SWG, sul parere degli
italiani nei confronti della caccia ai piccoli uccelli.
(Fonte: Ufficio Stampa LAV - 21/11/2001)
La convenzione Lipu – Sismondi
Editore
La convenzione tra la Sezione trevigiana della Lipu -
Lega Italiana Protezione Uccelli- e questa Casa editrice
è stata interrotta ai primi di novembre per volontà della
Sezione. L'accordo rese possibile l'uscita di tre numeri
de "Il Tuffetto", più un iniziale numero "zero". Qualche
lettore si domanderà cosa sia accaduto. La Lipu sta vivendo
un importante momento di trasformazione ed è ora impegnata
in importantissime attività a livello nazionale e locale.
Alla consueta gestione delle varie aree protette (Centro
Cicogne di S. Elena di Silea, Garzaia di Pederobba, Oasi
Belvedere, ecc.) ed in aggiunta alla tradizionale attività
didattica all'interno delle scuole o direttamente presso
i luoghi d'interesse naturalistico, la Lipu adesso ha
in affidamento pure il Recupero della fauna selvatica:
un compito delicato e importante affidatole dalla Provincia
di Treviso. In breve, la Lipu è una presenza rilevante
che non necessita di farsi conoscere attraverso "Il Tuffetto".
Ringraziamo pertanto la Sezione Lipu per l'opportunità
offertaci e, soprattutto, per tutto ciò che fa nel campo
conservazionistico. Quanto alla nostra Casa editrice,
seppure senza la Lipu, manterrà immutato lo spirito che
all'inizio la indusse a proporsi: il voler contribuire
alla causa ambientale cercando di farla amare e il voler
mantenere vivo il ricordo di ciò che fece della nostra
Marca una delle Terre più amate e apprezzate al mondo.
Semplicemente scrivendo qualcosa intorno all'argomento.
Altri ne decreteranno la sorte: leggendo o non leggendo,
e riponendo queste pagine secondo le proprie inclinazioni
o le proprie opinioni in un cestino, in uno scaffale o,
all'occorrenza, in una bottiglia da affidare al mare.
Un augurio di pace
Il 2001 è stato un anno di guerra. Ai fatti terribili
dell'11 settembre, ha fatto seguito una risposta altrettanto
cruenta in nome di una "lotta al terrorismo" che ha recato
e reca, come ogni guerra, altre morti di innocenti. Auguriamo
con tutto il cuore a tutti Voi, a chi soffre, ad ogni
creatura animata da vita, un Felice Anno Nuovo, di pace
e di serenità. |
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