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La scimmietta "Britches"
liberata nel 1985 dai laboratori
dell'università della California (Riverside, USA)
dall'Animal Liberation Front (ALF).
Nell'ambito di esperimenti sulla vista, a questa scimmia
erano state cucite le palpebre e innestato sulla testa un
dispositivo sonar che avrebbe dovuto sostituire gli occhi.
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Riportiamo qui solo la parte
introduttiva di un editoriale del C.S.A.
Comitato
Scientifico Antivivisezionista
Redazionale
opuscolo:
STEFANO CAGNO
La parola "vivisezione"
significa, letteralmente, "sezionare da vivo", cosa
che non avviene certo in tutte le ricerche compiute sugli animali.
Chi esegue esperimenti sugli animali preferisce usare il termine
meno cruento di "sperimentazione animale" che non richiama
altrettanto l'idea della violenza e della tortura anche se, in
realtà, la sofferenza e la violenza sono presenti in modo
forte e talvolta in misura anche maggiore dove non avviene la
dissezione vera e propria (se eseguita in anestesia). In questo
opuscolo, i termini "vivisezione" e "sperimentazione
animale" verranno usati come sinonimi.
Esaminiamo dapprima alcuni dati statistici, per farci un'idea
di quanto diffusa sia questa pratica. Si stima che in Gran Bretagna
muoiano ogni anno nei laboratori circa tre milioni di animali;
in Italia circa un milione; negli Stati Uniti circa 17 milioni.
In tutto il mondo, almeno
300 milioni. Va
però notato che l'unica nazione a rendere di pubblico dominio,
già da molti anni, le "cifre della vivisezione",
è la Gran Bretagna. In Italia, tali dati sono stati pubblicati
per la prima volta sulla Gazzetta Ufficiale soltanto nel 1995,
ma con molte mancanze ed imprecisioni. E' comunque sempre molto
difficile procurarsi dati e notizie sulla vivisezione, perché
tutto avviene in un alone di segretezza, al chiuso dei laboratori.
Gli animali utilizzati appartengono alle più svariate specie;
vengono usati soprattutto topi, ratti e cavie, ma anche molti
conigli, cani, gatti, maiali, scimmie, uccelli, pesci ed anche
mucche e vitelli. Questi animali in alcuni casi vengono catturati,
prelevati dal loro ambiente naturale. Molti di essi, i più
fortunati, muoiono durante la cattura o il trasporto. Quelli che
sopravvivono sono tenuti, per mesi o anni, in gabbie di ridottissime
dimensioni, spesso impossibilitati ad ogni contatto sociale con
i loro simili. Gli altri animali provengono invece da allevamenti
appositi e conoscono quindi da sempre una vita fatta solo di reclusione.
I campi d'applicazione della vivisezione sono molteplici: il 59%
degli animali vengono impiegati in
esperimenti
di farmacologia; una percentuale più
bassa è utilizzata per la "ricerca medica", cioè
per lo studio delle malattie; una parte è impiegata negli
esperimenti
per i test sui cosmetici; un'altra
parte in esperimenti di psicologia e una percentuale più
bassa per i test bellici o didattici. Gli esperimenti di tossicità
sono "trasversali" a questa classificazione perché
vengono effettuati in campo farmacologico, medico, cosmetico,
etc. In Italia, il 75% dei test su animali riguardano la tossicità.
I luoghi in cui questi esperimenti avvengono sono per circa il
60% (dati britannici) industrie e laboratori privati, per il 33%
università e scuole di medicina, mentre il restante 7%
si suddivide tra laboratori pubblici e dipartimenti governativi.
Gli
animali vengono devocalizzati per impedire loro di urlare; vengono
avvelenati, ustionati, accecati, affamati, mutilati, congelati,
decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute scariche elettriche
attraverso elettrodi conficcati nel cervello, infettati con qualsiasi
tipo di virus o batterio, anche quelli che non colpiscono gli
animali, come il treponema pallidum per la sifilide o l'HIV per
l'AIDS. Tutti i test sono dolorosi per l'animale; non vi sono
mai casi in cui non ci sia sofferenza; la prigionia in sè
è già una tortura significativa.
Inoltre, il 63% degli esperimenti (dati britannici) viene compiuto
senza anestesia, un altro 22% con anestesia solo parziale. Gli
esperimenti di psicologia sono particolarmente crudeli, perché
sottopongono gli animali ad ogni forma di stress fisico e psicologico,
nel tentativo assurdo di riprodurre e studiare le malattie mentali
degli esseri umani e le loro cause. Si compiono, ad esempio, migliaia
di esperimenti sulla "deprivazione materna", sull'isolamento
e sull'aggressività.
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