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AMBIENTE ED AGRICOLTURA BIOLOGICA
 



PAESAGGIO AGRARIO TREVISANO - META' XVI SEC.

Nella Zosagna (1), la forma più diffusa di utilizzazione del suolo era la coltura promiscua che, in tutta l' area mediterranea e in particolare nella pianura veneta, si caratterizzava principalmente per la presenza della "vite maritata agli alberi in mezzo al grano". Ai campi destinati ai cereali e intercalati dai filari di vite si mescolavano, incrociandosi e compenetrandosi, appezzamenti di prato.....
La coltura promiscua, semplice o con la scorta prativa, occupava più di metà della superficie estimata della Zosagna con un' incidenza nelle diverse ville che oscillava tra il 51 e il 98 %....
Le fonti notarili dell' epoca consentono di individuare non solo la qualità colturale dei vari appezzamenti, ma anche le quantità specificate.
Nei contratti esaminati, la frequenza di clausole che impongono ai coloni di incrementare il nr. dei filari fanno presumere che pure in quest' area si sia verificato quel generale processo di intensificazione della viticoltura, favorito dall' aumento della domanda urbana e dai crescenti investimenti cittadini della prima metà del XVI secolo.
Le dimensioni degli alberi di sostegno, e soprattutto la loro copiosa presenza rispetto alle viti, impedivano un proficuo sviluppo delle radici nonchè il soleggiamento dell' uva; ciò tuttavia, consentiva di ricavare buona parte del legname necessario ai bisogni dell' azienda (2).
Il podere era dotato di ulteriori riserve legnose; infatti altri alberi allignavano ai confini degli appezzamenti e dei cortivi , lungo le strade o nelle scorte boschive del podere.
Nella possessione di 35 ettari " arativi piantati vitati" a San Giacomo di Musastrelle, appartenente al monastero di San Daniele di Venezia, venivano contate 12.290 piante, tra viti e alberi di diverso tipo e funzione.Inoltre nelle ciese (3) e nei prati a fianco delle aree coltivate i periti dei Provveditori sopra i boschi contavano querce di varia età e grossezza.
Elementi fondamentali del campo erano i fossati che assolvevano alla duplice funzione di delimitare i confini delle proprietà e di servire, con le cavedagne, allo scolo delle acque di superficie. Ricorrenti nei contratti sono infatti le disposizioni per l' escavazione dei fossati, all' interno e ai confini dei possedimenti....

liberamente tratto da:
fondazione Benetton Studi e Ricerche
Collana STUDI VENETI
A. POZZAN, ZOSAGNA , ed. Canova Treviso,1997


(1) ZOSAGNA: quartiere sud-orientale della podesteria trevigiana, occupava una superficie vasta e pianeggiante delimitata a Ovest dal Sile, a Est dal Piave.
(2) Gli alberi di sostegno alla vite erano i frassini, i ciliegi, i noci, gli aceri campestri, gli ontani.Sui terreni di recente dissodamento la vite veniva associata al salice...
Il legno del salice era particolarmente adatto per la fabbricazione di attrezzi, pali, zoccoli.Per la combustione era indicato l' acero campestre e ciò ne giustificava la diffusione.
(3)Con il termine CIESE si indicavano le siepi che spartivano e chiudevano i campi.


 

COLTIVAZIONI:
il BROLO

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