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STORIA ED ARCHEOLOGIA LOCALI
 


BREDA DI PIAVE "archeologica"

" In questi anni, parallelamente all' attività di ricerca, il Comune di Breda di Piave ha visto intensificate le iniziative culturali e didattiche sul tema della storia locale.La spinta e lo stimolo all' approfondimento delle conoscenze storiche del proprio territorio -- (1994): prima ricognizione di 18 siti di interesse archeologico da parte del Gruppo Archeologico Trevigiano -- ha favorito il Comune di Breda di Piave ad intraprendere una costruttiva collaborazione con la Soprintendenza Archeologica....


Dal punto di vista archeologico, l' attuale territorio di Breda di Piave, ha restituito materiali che fanno retrocedere cronologicamente i primi segni della presenza umana alla cultura del Remedello (1).Si tratta comunque di una testimonianza sporadica, come sporadiche sono per il momento, le informazioni per tutta la fase protostorica. (2)
Questo ci impedisce oggi di formulare qualsiasi ipotesi sull' evoluzione insediativa di questo territorio, per le fasi precedenti la romanità.
In seguito, il ruolo strategico e la struttura geo-topografica della regione risultarono funzionali alla politica romana di espansione transalpina, che incentrò nel ripristino di antiche piste di transito (attraverso i valichi montani e i percorsi fluviali ed endolagunari) l' intero progetto di organizzazione politica, militare ed economico-culturale della Cisalpina in generale e della Venetia in particolare.
Così nel volgere degli ultimi 2 secoli prima di Cristo, venne consolidandosi quel processo di romanizzazione delle Venetia, il Venetorum angulus del celebre passo liviano (Liv. XXXIV) con la creazione di una fitta rete di vie di comunicazione e di penetrazione, che ne fecero il luogo privilegiato per una serie di operazioni militari prima, economiche e culturali poi, volte a coagulare le diverse individualità della regione nella compagine romana.
In virtù di tale politica veniva organizzato e definito l' articolato sistema viario della regione, con il tracciato rivierasco, ad esempio la Via Popillia-Annia (132-131 A.C.) e con il sistema orizzontale e pedemontano incentrato nella Via Postumia (148 A.C.): Ai due sistemi se ne aggiunse un terzo che sfruttava la viabilità verticale , lungo le valli fluviali, naturali sbocchi della regione.
Con l' organizzazione della rete viaria ( espressione di un preciso programma militare e politico, compiutamente realizzatosi nel 49 A.C. con la piena integrazione della regione nello ius Romanorum ) e con la definizione degli spazi agrari e la distribuzione delle terre (centuriazione) può dirsi conclusa la fase di ristrutturazione del Venetorum angulus del cui volto gli scrittori antichi ci offrono un prezioso quadro ( Cato OR; Fr.39 Peter; Varrone R:R: II, 4,10-11; Polibio II,15; Strabone V,1,4).
Le due sfere socio-culturali, paleoveneta e romana, aumentando gli scambi, si asimilarono sempre di più e nel giro di un secolo e mezzo, si realizzò quella che comunemente è chiamata "romanizzazione del Veneto". Questa evoluzione è in realtà un processo molto più complesso ed articolato, imperniato sull' urbanizzazione delle proto-città e villaggi paleoveneti inseriti nella rete viaria sopra descritta e nell' applicazione razionale della centuriazione. Anche Treviso subì tale evoluzione: da centro paleoveneto divenne Municipio Romano, iscritto alla tribù Claudia, con un proprio territorio in parte centuriato.
Con il termine centuriazione si intende un particolare tipo di delimitazione e suddivisione dei terreni in funzione di una assegnazione territoriale a coloni, a comunità municipali e a comunità indigene, comprendente la ristrutturazione del terreno agrario, delle acque superficiali ed irrigue, della viabilità interna e degli insediamenti sparsi.
Un vero e proprio "piano regolatore" voluto e realizzato dallo stato romano, che così facendo, imponeva la sua presenza ed il suo controllo sul territorio.
La centuriazione (l 'atto) consisteva propriamente nella misurazione e nella divisione regolare degli appezzamenti di terreno, mediante l' incrocio di linee rette parallele tra loro... (cardine con direzione N-S , decumano con direzione E-O).Terminata l' opera di suddivisione, agli incroci venivano posti cippi in pietra chiamati "termini".
La sacralità dei confini era spesso sancita da dei tempietti, detti Compita, che sorgevano nei pressi degli incroci...
Tornando al comune di Breda di Piave, oltre alla razionalizzazione agraria, anche la viabilità ha giocato un ruolo importante nello sviluppo di questo territorio in epoca romana; la via principale era costituita dal fiume Piave, navigabile all' epoca. Anche il fiume Musestre non va trascurato, in quanto anch' esso era navigabile per gran parte del suo corso.La viabilità terrestre poteva contare invece su due importanti arterie: la via Postumia (3) che transitava a poca distanza dall' attuale confine Nord del Comune e la via Claudia Augustae Altinate (4) , il cui percorso lambiva l' attuale confine Est di Breda.
Si raccordavano a queste due strade un' infinità di vie minori; una di queste , identificabile dubitativamente con un decumano, è la Via Piave, nel tratto da Candelù fino all' incrocio con la Via Bovon.
Le ricognizioni di superficie hanno permesso per il momento l' individuazione di 28 siti archeologici, con presenza di materiali che coprono un arco cronologico di nove secoli, dal II sec. a.c. al VII sec. d.c.
...Tra il 1993 e il 1997 nel sito 5 sono state intraprese dalla Sopritendenza Archeologica per il Veneto 3 campagne di scavo.. che hanno portato alla luce un edificio, forse pertinente ad una grande villa rustica, le cui fasi edilizie si fermano al IV sec. D.C. (5).Al suo interno è stata documentata un ' ulteriore fase insediativa tra il VI e la prima metà del VII sec. D.C., nella quale l' edificio fu utilizzato come sepolcreto con 34 tombe finora scavate..... "

(1)Questa cultura eneolitica prende il nome dal sito di Remedello (BS) ed è documentata in Lombardia, Liguria, Toscana, Sardegna,Trentino e Veneto .Nella nostra provincia, oltre al sito di Breda di Piave - dove fu rinvenuta una punta in selce negli anni '50 durante i lavori sul ponte sulla strada di Breda -Pero; il reperto si trova ora al museo Civico di Treviso- essa è documentata nel versante settentrinale del Montello e a Monastier.
(2) Ci si riferisce ai ritrovamenti di via Bocca, menzionati da Berti-Boccazzi e dalla Carta Archeologica
del Veneto.
(3) E' una strada militare costruita nel 148 a.c. dal console Spurio Postumio Albino, concepita come opera strategica di raccordo tra Genova ed Aquileia..Essa è ancor oggi riconoscibile e a tratti transitabile. Il tratto che transitava a Nord del confine del comune di Breda corrisponde all' attuale S.P. 102.
(4) vedi DE BON A.,La via Claudia Augusta Altinate.
(5)Le informazioni sulle campagne di scavo..sono tratte dall' articolo di TIRELLI M., CASTAGNA D., SPAGNOL S., Breda di Piave, località Campagne, in Il tempo dei longobardi.Materiali di epoca longobarda dal trevigiano, Padova, 1999, pp.76-81

Testo liberamente tratto da:
M. Bettiol, S. Pascale

BREDA DI PIAVE
ARCHEOLOGIA DEL TERRITORIO: NUOVE ACQUISIZIONI.

a cura del Gruppo Archeologico Trevigiano

ed. Biblioteca Comunale di Breda di Piave 2000


nota: i reperti rinvenuti durante gli scavi sono esposti nelle bacheche museali presso Villa Olivi di Breda di Piave.

 

 

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